Ospitalità

Solenne processione in onore del Santo Patrono
Un ricordo rimasto impresso e nitido nella memoria è il clima di festa nei giorni del Santo Patrono, San Montano, il 16 e 17 Giugno.

Festa del Santo Patrono

Festa del Santo Patrono

Le luminarie, il carretto del gelataio, le bancarelle colme di dolci e caramelle di mille colori, lo zucchero filato, il torrone e l’odore delle mandorle mentre venivano caramellate suscitavano in noi ragazzini un entusiasmo quasi incontenibile.

Una bancarella per la gioia dei più piccoli

Una bancarella per la gioia dei più piccoli

A completare questi festosi momenti la banda musicale, la quale spesso doveva affrontare parecchi chilometri per arrivare fin da noi. Era usanza naturale che ogni “musicandi” venisse adottato da una famiglia, ossia ogni componente della banda era invitato a pranzo e cena per i giorni di permanenza in paese,  l’ospitalità  era una prerogativa naturale diffusa nei  paesi del Cilento e non si limitava solo ai giorni di festa.
Poche erano le case provviste di telefono e l’unico modo per comunicare era recarsi di persona presso la famiglia interessata, quindi spesso capitava di bussare alla porta mentre questa si apprestava o era già a tavola per la cena. Il visitatore veniva accolto con l’invito a sedersi per un piatto di minestra, se ancora non AVESSE cenato, o quantomeno un bicchiere di vino, se l’AVESSE già fatto.
Secondo quanto si racconta non proprio tutti i paesi erano inclini a questa tradizione, si dice che in uno di questi, al visitatore di turno prima di essere invitato era posta una domanda e secondo la risposta ci si sentiva dire:
Aviti mangiatu?
rispondendo:
Si” – Si no mangiaviti cu nui
invece rispondendo:
No”  –  Si no vi faciviti nu bicchieri ri vinu
Le solite malelingue che scherzano con l’affettuosa rivalità tra paesi vicini

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2 risposte

  1. elia nese ha detto:

    molto interessante con un lavoro ben organizzato e che ha dato ottimi risultati e quando uno si dedica al Cilento che amo come la famiglia non si può che ammirare complimentarsi e rimanere affascinato delle nostre tradizioni che in modo diverso anche io ho cercato di immortalare e diffondere.

    • lorenzo ha detto:

      Grazie Elia. Ricevere dei complimenti è sempre cosa gradita, ma riceverli da un personaggio di tale caratura, a parte la malattia per il Cilento, è ancora più entusiasmante.

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