La locanda

La locanda

Può sembrare strano che in un paesino di quattro anime, arroccato alle pendici di un monte e tradizionalmente popolato perlopiù da pastori e contadini, potesse esistere già nel passato una locanda. Ebbene sì, tanto è vero che un vecchio soprannome del paese è “lucannera”, appunto la locandiera.

Clienti insieme ai proprietari sul balcone della locanda
Generazioni a confronto

Dapprima le fiere, che duravano più giorni per la compravendita di animali e prodotti agricoli, poi la statale 18, un’importante arteria dalla quale era attraversato per raggiungere la Calabria e la Sicilia, almeno fino alla fine degli anni 60, quando fu ultimata l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, hanno sempre portato un discreto flusso di viaggiatori, tanto da motivare la presenza di una struttura (in certi periodi anche più di una) che potesse accogliere viandanti o persone in qualche modo bisognose di alloggio.

Una delle strutture ricettive più ricordata ed apprezzata – credo non ci siano dubbi – è “da zia Ersilia”, un’antica locanda in attività fino agli anni 80 del secolo scorso, ma più che locanda si poteva definire “un modo di accogliere le persone in famiglia”.

Non penso che la si potesse trovare sulla guida Michelin o da qualche altre parte, però era conosciuta da chiunque fosse passato da Montano, e anche se non c’erano insegne ad identificarla, ad un ignaro viaggiatore che ne avesse bisogno, bastava pronunciare “da zia Ersilia” e qualche ragazzino era pronto a fare da navigatore accompagnandolo a destinazione.

Ai fornelli

Era zia Ersilia, una donna gentile, dal sorriso sincero donato con generosità a chiunque si trovasse a parlare con lei, a mandare avanti questa tipica locanda, insieme ai suoi familiari. Prima di lei i suoceri e ancora prima i genitori del suocero svolgevano questa attività, adeguandosi ai tempi ma sempre nell’ambito familiare.

A tavola

Era una casa abbastanza grande su più livelli che affacciava sulla strada, con parecchie stanze e con una balconata dalla vista spettacolare dove si poteva ammirare la costa calabra fino a perdita d’occhio. Sulla soffitta c’era il forno, che oltre ad essere usato per la preparazione dei cibi, veniva anche utilizzato giornalmente per sfornare il pane e rifornire alcuni generi alimentari del paese. La cucina ed alcune stanze erano utilizzate dalla famiglia proprietaria, mentre altre erano destinate agli ospiti. Sempre ben tenute, accoglienti e adeguate alle esigenze, infondevano un clima di tranquilla serenità familiare.

È difficile trovare persone di una certa età che non ricordino zia Ersilia e la sua giovialità, ma soprattutto le prelibatezze da lei preparate con lo stesso amore sia per i clienti che per i parenti e gli amici. Chi l’ha conosciuta ed ha assaggiato qualche sua pietanza ne parla in maniera entusiastica!

Poco tempo fa ho avuto il piacere di parlare con una persona della famiglia che a suo tempo diede un valido contributo all’attività.

Un momento di relax

Zia Gina, seduta vicino al camino tra l’affettuoso calore dei nipoti e lo scialle sulle spalle, ci ha accolto con un sorriso autentico che non può non riportarci a quello della sua mamma. Non finisce di esprimere la soddisfazione per la visita, che già chiede cosa può offrirci. Mentre sorseggiamo un piacevole tè caldo le chiediamo qualcosa dei tempi della locanda, vediamo i suoi occhi illuminarsi mentre comincia a raccontare di quando l’attività era fiorente, con una straordinaria lucidità e una pacatezza che oltre a suscitare la nostra curiosità, infonde anche una profonda serenità d’animo.

Tante le curiosità e gli aneddoti raccontati, intervallati da qualche commento sui soggetti delle numerose foto mostrate con fierezza, come a dimostrare l’autenticità dei suoi racconti.

Una guardia forestale in servizio a Montano

Ci racconta dell’attività tramandata dai suoi bisnonni e di come si era evoluta nel tempo, quando oramai le fiere non duravano più di mezza giornata e l’autostrada aveva quasi azzerato il flusso di persone che passava dal paese. Furono gli anni del boom economico e del cambiamento a portare un altro tipo di clientela, l’ufficio postale impiegava personale non sempre del posto e quindi bisognoso di vitto e alloggio, così come le guardie forestali (“i militi”) d’istanza a Montano e ancora il personale della nascente scuola facevano sì che l’attività potesse ancora prosperare.

Uno degli aneddoti raccontati con particolare orgoglio si riferisce ad una lettera con i saluti e i ringraziamenti per l’accoglienza ricevuta da alcuni ufficiali dell’esercito ospitati per qualche giorno.

Ci narra ancora di una spaesata maestrina che andò a chiedere a zia Ersilia di alloggiare da loro per gli anni che sarebbe rimasta a Montano ma le fu garbatamente negato. La giovane, chiedendo un po’ risentita il motivo di tale rifiuto, si sentì rispondere. – Vedete cara signorina, lo faccio per voi, io vi ospiterei pure, ma le altre camere sono occupate solo da uomini. E cosa direbbe la gente di una signorina che dorme dove ci sono solo uomini? Forse è meglio che troviamo una sistemazione presso qualche famiglia! – E così fu, zia Ersilia non l’abbandonò ma si prodigò a trovarle una sistemazione in una famiglia, che per i tempi era più adeguata. Una dimostrazione di quanta considerazione si potesse avere per i valori umani, rinunciando, senza minimamente esitare, all’aspetto materiale.

Un ricordo va a zia Ersilia. I ringraziamenti a zia Gina per l’affetto e l’accoglienza e ai nipoti per la disponibilità avuta.

Guardando queste recenti immagini sembra che il tempo si sia fermato

8 Commenti

  1. Speranza
    Speranza at |

    Ricordi indimenticabile,la mia dolce ❤️ zia Ersilia e tutti,la mia parte di vita più bella Grazie di cuore a tutti voi che avete pubblicato questa meraviglia ❤️❤️❤️❤️❤️

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    1. Ivana La Selva
      Ivana La Selva at |

      Bellissima la storia di questa locanda, spero tanto che la gente ritornerà in vacanza come un tempo per godere anche di questi meravigliosi panorami e soprattutto della gentilezza degli abitanti.

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  2. Silvano
    Silvano at |

    Ciao Lorenzo. Spero che tutti voi stiate bene. I “non Client” sono:
    Bettina, Luigi, Vittoria, zia Ersilia, Gina. Gilda e il marito di un’altra cugina, tutti nipoti e le figlie di zia Ersilia.
    Un caro saluto. Un bellissimo ricordo della mia infanzia a casa dei nonni. Saluti Bettina

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  3. Antonio
    Antonio at |

    Mai un regalo più bello avrei potuto ricevere! Grazie di tutto cuore. Antonio Adriani

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